Gestione del problema muscolo-scheletrico

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Quando compare un sintomo a livello dell’apparato muscolo-scheletrico, le persone, molto spesso, non sanno quali siano le scelte più corrette da fare e purtroppo si presenta il rischio di ritardare i processi di guarigione o addirittura di ostacolarli.

Con questo articolo voglio provare a fare un po’ di chiarezza e dare a tutte le persone che mi seguono gli strumenti per muoversi in modo più agile nel momento del bisogno.

Le problematiche sono molto numerose e con infinite particolarità per ogni paziente. Questo renderebbe l’elenco molto complesso, lungo e poco fruibile, quindi cercherò di schematizzare per macro aree e riporterò qualche esempio.

DOLORE VS LIMITAZIONE FUNZIONALE

Il sintomo doloroso è quello che nella maggior parte dei casi sprona la persona a rivolgersi al medico o al fisioterapista di fiducia. Spesso però, il paziente temporeggia nella speranza che sia solo una situazione passeggera, fino a quando il dolore diventa impossibile da gestire.

A questo proposito, io consiglio di ascoltarsi un po’ di più e di percepire i segnali che il corpo ci invia. Il rispetto per se stessi (e per gli altri…) inizia dalla consapevolezza che il nostro corpo è come una navicella spaziale che ci trasporta in questo viaggio chiamato vita, e come tale merita di essere conservato con amore e attenzione.

Se si può contare su un terapista di fiducia, può essere di grande aiuto contattarlo anche solo per un consiglio su come gestire il momento o se sia il caso di rivolgersi allo specialista. Non è detto che possa sempre fornire risposte complete, ma sicuramente può essere un valido supporto e consigliere per intraprendere il percorso corretto.

La limitazione funzionale si presenta in maniera più subdola e tende a insinuarsi nella vita di tutti i giorni in maniera progressiva e crescente, dando l’impressione che si tratti di meccanismi fisiologici dovuti all’invecchiamento o alla mancanza di attività fisica. Purtroppo non sempre è così e può portare a condizioni patologiche dalle quali poi è più difficile tornare indietro.

In questo caso entra in gioco la prevenzione. Le terapie di “mantenimento” mensili o bimestrali hanno la finalità di preservare e incrementare lo stato di Salute raggiunto, ma anche di poter intercettare precocemente i più piccoli segnali di disfunzione di alcune strutture.

La diagnosi e la valutazione: componenti prioritari per una terapia efficace.

Per ottenere un risultato veloce e duraturo nel tempo, è fondamentale che il terapista o il medico abbia chiaro quale sia la causa del sintomo.

Le terapie fisiche e le tecniche manipolative devono essere indirizzate alla struttura che è in sofferenza e a quella che si trova in condizione di disfunzione e che mantiene la condizione patologica.

A volte è necessario il supporto di esami strumentali specifici come RX, RM, ecografie ecc.

La prescrizione dell’esame andrebbe richiesta al proprio medico di base. Spesso però l’iter burocratico prevede che per alcuni esami particolari ci sia l’esplicita richiesta dello specialista. Purtroppo è noto che in questi passaggi si rischi di perdere la componente fondamentale della tempestività.

Quello che è importante sapere è che esistono esami strumentali assolutamente sicuri e privi di controindicazioni, come l’ecografia, che in caso di problematiche dei tessuti molli (tendini, muscoli, legamenti superficiali, capsula…) può fornire importanti informazioni in tempo reale e monitorare l’evoluzione e i benefici del trattamento.

Anche in ambito privato l’ecografia ha costi relativamente contenuti, ma diventa fondamentale la capacità e l’esperienza dell’operatore nel valutare e refertare in maniera puntuale le caratteristiche dei tessuti esaminati.

La risonanza magnetica è sicuramente un esame molto approfondito e sicuro per il paziente.

Per evitare inutili sprechi di soldi e di tempo sarebbe opportuno parlare con il medico o con lo specialista di fiducia e rivolgersi a centri che utilizzano le migliori apparecchiature, con immagini ad alta risoluzione e refertazioni dettagliate e scrupolose, utili anche per i professionisti che assistono il paziente.

Visita con lo specialista

In base alla tipologia di problema e alla localizzazione del sintomo è importante rivolgersi allo specialista che si occupa principalmente di quel distretto.

L’ortopedico, ovviamente, conosce ed è esperto di tutto il sistema muscolo-scheletrico, ma è noto che ognuno, durante la propria carriera, si specializza in una determinata area (ginocchio, anca, traumatologia, colonna, mano, piede…).

Quando si soffre di un dolore di spalla, per esempio, bisognerebbe rivolgersi a un ortopedico che tratta e opera principalmente questa articolazione. Sicuramente potrà contare su una casistica più ampia e corsi di specializzazione sempre aggiornati.

Lo stesso vale per tutte le altre articolazioni.

Un’attenzione ancora maggiore nella scelta dello specialista va data soprattutto quando sono interessate le strutture di mani e piedi. A mio avviso la loro architettura è così complessa e delicata che merita la valutazione di uno specialista che si occupa esclusivamente di queste singole aree.

In questo caso, lo stesso vale anche per il fisioterapista.

Il reumatologo si occupa principalmente di patologie reumatiche, che rappresentano un gruppo numeroso di patologie, spesso di origine autoimmune, infiammatoria e degenerativa che può colpire ossa, articolazioni, muscoli, tessuto connettivo ecc…

Il fisiatra è un medico specializzato in medicina fisica e riabilitazione che diagnostica e tratta patologie dell’apparato locomotore e nervoso, mirando al recupero funzionale del paziente. Elabora progetti riabilitativi, prescrive terapie fisiche (infiltrazioni, onde d’urto) e fisioterapia per ridurre dolori e disabilità.

Il neurologo è il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento di malattie che colpiscono il sistema nervoso centrale (cervello, cervelletto, midollo spinale) e periferico (nervi, muscoli). Cura patologie come ictus, morbo di Parkinson, Alzheimer, epilessia, sclerosi multipla, cefalee, neuropatie e disturbi del sonno.

Il neurochirurgo è un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento chirurgico (e conservativo) delle patologie del sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale) e periferico. Le sue competenze includono tumori cerebrali, aneurismi, traumi cranici/vertebrali, ernie del disco, stenosi spinale e nevralgie, operando sia sull’encefalo che sulla colonna vertebrale.

Il medico dello sport è lo specialista che tutela la salute di chi pratica attività fisica, agonistica e non, prevenendo, diagnosticando e curando patologie legate allo sforzo. Esegue visite per certificati di idoneità (con ECG e spirometria), offre consulenze nutrizionali e gestisce infortuni e riabilitazione

La fisioterapia: riabilitazione, terapie fisiche e rieducazione funzionale

Nel momento in cui la diagnosi è chiara, il terapista può iniziare a programmare il percorso riabilitativo più corretto per il paziente, impostando la cadenza e il numero di sedute da effettuare.

Ogni caso è diverso e ogni persona ha le proprie dinamiche ed esigenze, quindi è fondamentale personalizzare il progetto terapeutico come un abito di alta sartoria.

Le terapie fisiche di ultima generazione (laser ad alta potenza, tecar terapia, onde d’urto…), abbinate alle mani del terapista, sono fondamentali per ripristinare la salute nel minor tempo possibile.

L’ingrediente più importante per la buona riuscita del processo riabilitativo resta la motivazione e la volontà del paziente nel voler essere protagonista del proprio percorso di guarigione:

“…Come un sentiero di montagna, può presentare difficoltà e insidie lungo il tragitto. Possono emergere alla mente pensieri negativi e demotivanti; il dolore e la stanchezza possono rallentarci, la paura e la frustrazione possono diventare compagni di viaggio opprimenti.

Se però si riesce a mantenere viva quella scintilla dentro di noi, con un dialogo interno gentile e incoraggiante, è possibile raggiungere la cima.

Il panorama e la bellezza ripagano di tutti gli sforzi fatti, ma la vera ricchezza è la trasformazione e l’evoluzione personale che il viaggio ci ha regalato. Questa luce resterà sempre dentro di noi e nessuno potrà mai togliercela.”

Dott. Alessandro Bellanca

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