I nostri atleti italiani hanno dimostrato tanto talento e passione. La grande impresa di Federica Brignone, che ha vinto 2 medaglie d’oro a meno di 1 anno di distanza da un grave infortunio, rimarrà nella storia. Dal mio punto di vista è un bellissimo esempio di come lo sport possa dare coraggio e validi insegnamenti per la vita di tutti.
Dopo un trauma importante, se ci si crede fino in fondo e non si molla, è possibile tornare padroni della propria vita e realizzare i propri sogni. Il percorso non è per niente facile. Il supporto delle persone care e di professionisti che sappiano sostenere e guidare questo processo di riabilitazione è fondamentale. La persona, però, deve alimentare costantemente quella fiamma interiore che riporta l’energia vitale e permette ai tessuti di guarire più velocemente.

Un altro punto importante è la motivazione che, come un faro nella notte, ci mantiene allineati con la destinazione finale, senza farci perdere la via o la determinazione. Tornando a parlare in termini pratici, quello che si manifesta concretamente è tanto lavoro: sessioni di terapia, esercizi, corretto stile di vita e la modulazione degli aspetti emotivi che si susseguono come particelle impazzite.



È vero che gli atleti d’élite hanno staff di medici, fisioterapisti e altri professionisti che li seguono costantemente per tornare a eccellere nelle loro performance, ma è anche vero che tutti noi possiamo prendere esempio e ispirazione per tornare a svolgere la nostra vita regolarmente, magari con qualche esperienza di crescita personale in più.
La vita non segue binari lineari, ma talvolta assomiglia di più a una pista di skicross o di gobbe, con tanti dossi, salti, paraboliche verticali. Per questa ragione è importante allenare la capacità di adattamento, la velocità e la flessibilità mentale.
Quando si presenta un ostacolo non bisogna abbattersi e disperdere energie prendendosela con il destino o con gli altri. Bisogna incanalare le energie per trovare una soluzione e superare le difficoltà al meglio delle nostre possibilità.
In qualità di fisioterapista mi occupavo di dare supporto agli atleti anche in pista. Oltre a prepararli fisicamente per affrontare l’allenamento o la gara, davo il mio contributo anche con la radio in partenza o con il video dall’arrivo.



Tutto questo, spesso, in condizioni meteorologiche e logistiche estreme. Temperature fino a 25° sotto lo zero, tempeste di neve e vento, viaggi di 24 h tra aereo e macchina, bagagli e attrezzature pesanti facevano parte del pacchetto. Tutti questi sacrifici erano ben ripagati da panorami mozzafiato, festeggiamenti post gara, visite a paesi e culture differenti, sciate in località meravigliose e conoscenze internazionali. Esperienze uniche che resteranno indelebili nella mia memoria.
Focus sul traguardo, momento dopo momento…
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